PROGRAMMA DELLE LEZIONI 2009/2010 PROGETTO DIDATTICO MATERIALI
::: ARCHIVIO 2009-2010 :::

::: INTRODUZIONE :::

:: 1. Risorgimento e antirisorgimento ::
Relatore: Prof. Giuseppe Parlato
Luspio di Roma
Presidente della Fondazione Ugo Spirito


Lunedì 22 novembre
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30
Venerdì 26 novembre
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30

Lunedì 29 novembre
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30



:: 2. Questione meridionale e questione settentrionale ::
Relatore: Prof. Simone Misiani
Università di Teramo


Martedì 21 dicembre
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30
Mercoledì 16 febbraio
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30
Lunedì 28 febbraio
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30



:: 3. Dallo Statuto albertino alla Costituzione del 1948 ::
Relatore: Prof. Danilo Breschi
Luspio di Roma


Martedì 18 gennaio
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30

Martedì 25 gennaio
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30

Venerdì 28 gennaio
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30



:: 4. Dalla prima guerra mondiale alla nazionalizzazione delle masse ::
Relatore: Prof. Giuseppe Parlato
Luspio di Roma
Presidente della Fondazione Ugo Spirito


Venerdì 25 febbraio
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30
Giovedì 10 marzo
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30

Martedì 22 marzo
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30



:: 5. La questione romana ::
Relatore: Benedetto Coccia
Istituto di Studi Politici S. Pio V


martedì 12 aprile
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30
Giovedì 14 aprile
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30

Lunedì 19 aprile
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30



:: Giornata conclusiva ::
9-16 maggio 2011
discussione e presentazione di elaborati degli studenti e rilascio dell'attestato

“La manifestazione è realizzata con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione di Roma Capitale”
.


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:::: Con la Fondazione Spirito verso il 150° dell'Unità d'Italia ::::




18 gennaio 2011

:: Dallo Statuto albertino alla Costituzione del 1948 ::


Relatore: Prof. Danilo Breschi
Luspio di Roma

Il 18 gennaio (con repliche previste il 25 e 28 gennaio) si è svolto il terzo appuntamento del nuovo ciclo di incontri del progetto didattico "Verso il 150° dell'Unità d'Italia", dal titolo Dallo Statuto albertino alla Costituzione del 1948. La lezione si è svolta presso l'Aula Magna dell'Istituto Gelasio Caetani nelle due fasce orarie 8.30-10.30 e 11.30-13.30 ed ha previsto collegamenti in videoconferenza con alcuni istituti superiori del Lazio.
L'incontro è stato tenuto da Danilo Breschi, che ha innanzitutto delineato il quadro in cui si collocava la concessione dello Statuto albertino. La prima metà dell'800 fu caratterizzata da rivoluzioni borghesi che avevano l'obiettivo di ottenere il passaggio dalla monarchia assoluta ad una forma di governo che riconoscesse dei limiti al potere del Re. La Charte octroyée concessa da Luigi XVIII nel 1814, rappresentava il modello di monarchia costituzionale cui poi si sarebbe ricollegato lo Statuto albertino del 1848. Esso infatti riconosceva l'assoluta centralità del Sovrano, titolare esclusivo del potere esecutivo, Capo Supremo dello Stato e comandante di tutte le forze di terra e di mare, dotato del potere di nomina e di revoca di tutte le cariche dello Stato, del potere di convocazione delle Camere nonché di scioglimento della Camera dei deputati. Dopo la creazione dello Stato italiano, lo Statuto albertino divenne la carta fondamentale del Regno d'Italia e continuò a garantire il Sovrano nei confronti dei tentativi di affermazione di una prassi parlamentare che ne riducesse le prerogative.
Per dimostrare l'inconsistenza delle tesi fondate sulla prevalenza della prassi parlamentare Breschi ha portato due esempi: l'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale e l'avvento al potere del fascismo.
Nel primo caso, l'Italia entrò in guerra su decisione del Re anche a fronte di una maggioranza parlamentare che predicava la neutralità. Nel secondo caso, il Re affidò a Mussolini l'incarico di formare il suo primo governo nonostante egli guidasse un piccolo raggruppamento di 35 deputati in Parlamento.
Breschi ha dunque concluso sottolineando che i poteri del Re rimasero in realtà intatti durante tutto l'arco temporale che corre dalla concessione dello Statuto fino alla sua sostituzione con la costituzione repubblicana, tanto che lo studioso Paolo Colombo ha parlato di una "monarchia fascista" per sottolineare la diarchia che ha caratterizzato il ventennio fascista ed il potere conservato dalla Corona nonostante i tentativi operati da Mussolini di rafforzare il ruolo del primo ministro utilizzando la legislazione ordinaria.


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